Un numero sempre crescente di studi scientifici suggerisce che un potenziale effetto benefico nel trattamento pollinosi può essere svolto dal riequilibrio della flora batterica intestinale.

Si ipotizza, che il meccanismo che giustifica l’utilizzo dei probiotici in allergologia, sia legato all’alterata regolazione di una complessa interazione tra ambiente microbiologico e sistema immunitario innato. Questa interazione è di fondamentale importanza soprattutto nella prima infanzia, durante la quale molteplici fattori possono innescare una disregolazione di tale equilibrio. L’”ipotesi igienica”, formulata dal Prof. David P. Strachan nel 1989 e tutt’ora ampiamente supportata, evidenzia come vivere in un ambiente eccessivamente curato dal punto di vista igienico, quindi con una ridotta esposizione ai germi comunemente presenti nell’ambiente, possa facilitare l’insorgenza di allergie.

Questa teoria, almeno in parte, riesce a spiegare come mai – almeno nei Paesi industrializzati – stiamo assistendo ad un progressivo incremento delle patologie allergiche nella popolazione.
Tra i fattori presi in considerazione abbiamo la sempre ridotta numerosità delle famiglie (un numero maggiore di figli indurrebbe un maggiore ricircolo di germi), ampio impiego di antibiotici, vita in ambiente urbano (i bambini che conducono vita “in fattoria” sono maggiormente esposti ai batteri comunemente presenti nel suolo). Tutti questi fattori hanno portato – come effetto positivo – ad una più lunga aspettativa di vita, con il risvolto, però, di perturbare l’equilibrio tra flora batterica ambientale e sistema immunitario adattivo con conseguente maggiore facilità di sviluppare allergie.

Dato che oggi si stima che più del 30% della popolazione mondiale sia affetta da atopia, l’uso di ceppi batterici specificamente attivi nella modulazione delle risposte mediate da linfociti T-regolatori, rappresenta un valido intervento “adiuvante” alla terapia farmacologica e desensibilizzante dei disordini allergici, caratterizzati da una risposta Th2.

In particolare – in termini biologici – a livello intestinale verrebbero a mancare gli stimoli che governano l’equilibrio Th1 e Th2, con incremento della prevalenza di patologie sia Th1 che Th2 mediate.

Il ruolo di Lattobacilli e Bifidobatteri

 

I Lattobacilli ed i Bifidobatteri sono ceppi batterici, non patogeni, normalmente presenti nell’intestino dei soggetti sani. Ripristinare nell’intestino i normali livelli di questi ceppi batterici ristabilisce l’equilibrio Th1/Th2 e conseguentemente favorisce la remissione del quadro allergico.

Gli Autori di un’importante pubblicazione che analizza complessivamente vari studi clinici randomizzati, nei quali veniva valutato l’effetto dei probiotici verso un placebo, hanno evidenziato una riduzione dei sintomi della rinite allergica e un generale effetto benefico nei pazienti trattati.
In generale, sembra che il principale effetto dei probiotici, sia una diminuzione della gravità della patologia mediante un’alterazione del sistema di attivazione delle cellule immunitarie che partecipano nello sviluppo dell’infiammazione allergica (Vliagoftis et al. 2008).

Sempre nell’ambito allergologico dati epidemiologici mostrano che i bambini allergici hanno una flora intestinale diversa dai non allergici con più elevati livelli di Clostridi e più bassi livelli di Bifidobacteria. Questo dato, documentato nell’articolo suggerisce che le alterazioni della flora batterica intestinale, ed in particolare la valutazione delle popolazioni di Bifidobatteri e di Clostridi, possano essere considerate marcatori di atopia nei bambini (Ozdemir et al. Clin Exp Immunol 2010).

In sintesi, sembra alcuni specifici ceppi, quali Lactobacilli e Bifidobatteri, abbiano effetti protettivi sullo sviluppo di atopia, con evidenze molto promettenti rispetto al trattamento delle malattie allergiche come rinite ed eczema atopico.
Uno studio clinico molto interessante (Ouwehand et al World J. Gastroenterol 2009) condotto con l’utilizzo di una miscela di Lactobacillus acidophilus NCFM® e Bifidobatterium lactis BL04 contro placebo, ha dimostrato che la specifica combinazione di probiotici utilizzata, è in grado di prevenire significativamente l’infiltrazione di eosinofili nella mucosa nasale indotta da polline. Questo risultato è estremamente interessante, in quanto riguarda un marker obiettivo della rinite allergica, infatti è risaputo che il grado di infiltrazione eosinofila nella mucosa respiratoria, è direttamente correlato all’intensità della patologia. Parallelamente, tale studio ha anche indicato una tendenza nella riduzione dei sintomi nasali.

In particolare, l’utilizzo clinico di tale miscela di probiotici (Lactobacillus acidophilus NCFM® e Bifidobatterium lactis BL04) in campo pediatrico, è stato opportunamente segnalato nel Clinical Use of Probiotics in Pediatric Allergy (CUPPA): A World Allergy Organization Position Paper come unico studio clinico con questi specifici ceppi.

Va ricordato che i dati inerenti alle caratteristiche e all’azione dei ceppi probiotici, ricavati con modelli in vitro, devono essere da confermati da studi in vivo. Tale iter risulta indispensabile tenendo conto che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA – European Food Safety Authority), non ha accettato quasi tutti i claim presentati dalle aziende farmaceutiche in quanto ha ritenuto che fossero necessari ulteriori studi in vivo.