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	<title>Allergy Therapeutics</title>
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	<description>Malattie Allergiche</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Mar 2023 09:43:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Allergy Therapeutics</title>
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	<item>
		<title>Farmacovigilanza</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2023/03/14/farmacovigilanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 09:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Per segnalare un effetto indesiderato, una reazione avversa o un reclamo relativo ai prodotti di Allergy Therapeutics Italia Srl, si prega di scrivere al seguente indirizzo email: pharmacovigilance.it@allergytherapeutics.com]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per segnalare un effetto indesiderato, una reazione avversa o un reclamo relativo ai prodotti di Allergy Therapeutics Italia Srl, si prega di scrivere al seguente indirizzo email: <a href="mailto:pharmacovigilance.it@allergytherapeutics.com">pharmacovigilance.it@allergytherapeutics.com</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intolleranza al lattosio e altre intolleranze alimentari</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/intolleranza-al-lattosio-e-altre-intolleranze-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 14:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aree terapeutiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse agli alimenti.Di questo gruppo fanno parte sia le allergie, ovvero le reazioni immune-mediate, sia le intolleranze alimentari, che generalmente non dipendono dall’attivazione del sistema immunitario. Qual è la differenza tra allergia e intolleranza alimentare? L’allergia è una risposta eccessiva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse agli alimenti.<br>Di questo gruppo fanno parte sia le allergie, ovvero le reazioni immune-mediate, sia le intolleranze alimentari, che generalmente non dipendono dall’attivazione del sistema immunitario.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la differenza tra allergia e intolleranza alimentare?</h2>



<p>L’allergia è una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario verso agenti estranei che, percepiti come minaccia (allergeni), sono attaccati dalle difese immunitarie; il nostro organismo reagisce producendo anticorpi (Immunoglobuline E – IgE) che, a contatto con l’allergene, scatenano una reazione che determina il rilascio di istamina, un mediatore dell’infiammazione che provoca la reazione allergica.<br>L’intolleranza al contrario, non coinvolge il sistema immunitario; si manifesta quando il corpo non riesce a digerire alcune sostanze. Se gli individui allergici devono eliminare completamente il cibo che scatena la reazione, gli intolleranti possono assumerne piccole quantità senza sviluppare sintomi (fanno eccezione gli individui sensibili al glutine).</p>



<p>&nbsp;Le intolleranze alimentari possono essere di vari tipi:</p>



<p><br>Le intolleranze alimentari sono molto più comuni e diffuse delle allergie. Inoltre, solo le allergie possono potenzialmente causare reazioni gravi come lo shock anafilattico. Nonostante ciò, le intolleranze alimentari non sono da trascurare in quanto sono in grado di determinare un impatto molto significativo sulla qualità di vita di chi ne soffre.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Intolleranze Alimentari</h2>



<p>&nbsp;1. Intolleranze farmacologiche: dipendono dall’effetto diretto (quindi farmacologico) di una determinata sostanza presente nell’alimento, nei confronti del nostro organism. Come ad esempio le xantine che si trovano nel caffè e nel tè, e possono causare sintomi come tachicardia ed acidità digestiva. Anche gli alimenti particolarmente ricchi di istamina e tiramina (ammina derivata dalla decarbossilazione dall’amminoacido tirosina) possono provocare intolleranze.</p>



<p>2. Intolleranze enzimatiche: derivano da carenza o assenza di enzimi necessari alla metabolizzazione di alcuni aminoacidi o zuccheri.<br>Tra queste le più diffuse sono l’intolleranza al&nbsp;lattosio&nbsp;e il&nbsp;favismo.</p>



<p>Il favismo&nbsp;è una patologia che deriva da un’anomalia genetica che determina un deficit enzimatico. Nota fin dall’antichità come “malattia delle fave”, questa patologia, come si evince dalla parola stessa, comporta l’assoluta necessità di evitare l’assunzione di fave ed altri alimenti, come piselli e verbena, alcuni farmaci e sostanze particolari.<br>Nei soggetti affetti da favismo si registra un deficit funzionale o quantitativo di un enzima implicato nella via metabolica dei pentoso fosfati (nota anche come shunt dell’esoso monofosfato o HMP pathway), la glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD o G6PDH): la carenza dell’enzima comporta gravi conseguenze a livello deo globuli rossi, poiché il G6DP risulta essenziale per il corretto funzionamento e la sopravvivenza degli stessi.</p>



<p>L’assunzione di particolari alimenti e sostanze potrebbe inibire l’enzima G6DP, determinando conseguenze gravissime per l’organismo, prima fra tutte, l’emolisi acuta con ittero, infatti è noto il ruolo rivestito da questo enzima come fattore di difesa degli eritrociti dall’ossidazione.</p>



<p>Il termine “favismo” risulta però improprio, poiché in alcuni soggetti affetti da questo disordine, la reazione clinica emolitica si può manifestare anche indipendentemente dal consumo di fave e piselli.<br>Nella maggior parte dei casi, le persone affette non possono mangiare questi legumi; inoltre, non possono essere inalare particolari sostanze (ad esempio la naftalina) o assumere alcuni farmaci (ad esempio analgesici, antipiretici, antimalarici, salicilati, certi chemioterapici, chinidina, blu di metilene etc.).</p>



<p>3. Intolleranze agli additivi presenti nei cibi: è generalmente provocata da conservanti, dolcificanti, esaltatori di sapidità (ricordiamo la sindrome del ristorante cinese dovuta ad ingestione di eccessive quantità di sodio glutammato). Queste sostanze in soggetti predisposti, possono produrre sintomi come nausea, mal di testa, dolori addominali fino all’asma (per esempio scatenata dai solfiti contenuti in alcuni vini, aceti o altri alimenti).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">L’intolleranza al lattosio</h2>



<p>L’intolleranza al lattosio è l’intolleranza alimentare più diffusa, la cui prevalenza varia dal 2% della popolazione dei paesi nord europei a quasi il 100% dei paesi asiatici.<br>Il quadro clinico dell’intolleranza al lattosio è sostenuto da una ridotta attività dell’enzima β-galattosidasi nella flora batterica e da un’alterazione dell’epitelio dell’intestino tenue.<br>Il lattosio, principale zucchero del latte, è un disaccaride costituito da glucosio e galattosio, che nelle normali condizioni fisiologiche viene degradato dall’enzima lattasi (un enzima idrolitico che viene prodotto dalle cellule della parete intestinale).<br>Glucosio e galattosio vengono assorbiti dalle cellule intestinali e trasportati nel flusso sanguigno o eliminati dal fegato.<br>Il lattosio, che non viene idrolizzato nell’intestino tenue, raggiunge il colon, dove, assieme ai suoi metaboliti, fermenta e può dare origine a disturbi gastrointestinali come la diarrea.</p>



<p>L’apparente attività dell’enzima lattasi è influenzata da diversi fattori come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’età (l’attività è alta nel primo anno di vita e diminuisce nell’età adulta)</li>



<li>la genetica</li>



<li>l’integrità della membrana dell’intestino tenue (motivo per cui spesso i pazienti celiaci presentano anche l’intolleranza al lattosio)</li>



<li>il transito nell’intestino tenue</li>
</ul>



<p><br>L’intolleranza al lattosio è la situazione fisiopatologica in cui la digestione e/o fermentazione è alterata e porta a disturbi clinici.<br>In condizioni “normali” (ovvero quando il soggetto riesce a digerire adeguatamente il lattosio), il lattosio che arriva al colon può essere idrolizzato dall’enzima β-galattosidasi prodotto dalla flora batterica presente, con conseguente formazione di glucosio e galattosio, che vengono successivamente convertiti in lattato, acetato, propinato, butirrato ed altri acidi grassi a catena corta catena (SCFA).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/7.png" alt="" class="wp-image-1643" width="502" height="382" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/7.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/7-300x228.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/7-768x584.png 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Tutti questi prodotti possono contribuire al carico osmotico nel colon che potrebbe portare ad aumento del tempo di transito intestinale, a profili fermentativi alterati e, infine, alla diarrea.<br>La β-galattosidasi è il fattore limitante, infatti è noto che la supplementazione di yogurt e probiotici allevia i sintomi clinici inducendo la produzione di β-galattosidasi a livello del colon.<br>La β-galattosidasi è un enzima abbondante nel microbiota intestinale, è presente in molti phyla di batteri che possono contribuire in totale a più del 40% del microbiota.</p>



<p>Tipicamente, l’intolleranza al lattosio determina una sintomatologia gastrointestinale (gonfiore, pesantezza post-prandiale, coliche, alterazioni delle evacuzioni con stipsi, diarrea o alternanza delle due) ma in alcuni soggetti si possono avere manifestazioni extra-intestinali di tipo sistemico (stanchezza, spossatezza, cefalea) o a carico di altri organi o apprati.</p>



<p>Il test di riferimento per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio è il breath test con lattosio; questo è un test non invasivo e molto accurato, tuttavia richiede diverse ore e pertanto non è molto pratico. Nella popolazione caucasica adulta, quando si sospetta un’intolleranza al lattosio di tipo primario (ovvero geneticamente determinata, che è la forma di gran lunga più frequente) si può ricorrere al test genetico per valutare se il soggetto è predisposto a ridurre nel tempo I livelli di enzima β-galattosidasi.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="300" height="192" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/singut.jpg" alt="" class="wp-image-1646"/></figure>



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</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18709496" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><br>Patriarca G, Schiavino D, Pecora V, Lombardo C, Pollastrini E, Aruanno A, Sabato V, Colagiovanni A, Rizzi A, De Pasquale T, Roncallo C, Decinti M, Musumeci S, Gasbarrini G, Buonomo A, Nucera E. Food allergy and food intolerance: diagnosis and treatment. Intern Emerg Med. 2009 Feb;4(1):11-24. doi: 10.1007/s11739-008-0183-6.</a></p>



<p>Johansson SG, Hourihane JO, Bousquet J, Bruijnzeel-Koomen C, Dreborg S, Haahtela T, Kowalski ML, Mygind N, Ring J, van Cauwenberge P, van Hage-Hamsten M, Wüthrich B; EAACI (the European Academy of Allergology and Cinical Immunology) nomenclature task force. A revised nomenclature for allergy. An EAACI position statement from the EAACI nomenclature task force. Allergy. 2001 Sep;56(9):813-24. doi: 10.1034/j.1398-9995.2001.t01-1-00001.x. Erratum in: Allergy 2001 Dec;56(12):1229.</p>



<p>Croagh C, Shepherd SJ, Berryman M, Muir JG, Gibson PR. Pilot study on the effect of reducing dietary FODMAP intake on bowel function in patients without a colon. Inflamm Bowel Dis. 2007 Dec;13(12):1522-8. doi: 10.1002/ibd.20249.</p>



<p>Vonk, R. J. , Reckman, G. A. , Harmsen, H. J. , Priebe, M. G. . Probiotics and Lactose Intolerance. In: Rigobelo, E. C. , editor. Probiotics [Internet]. London: IntechOpen; 2012 [cited 2022 Dec 28]. Available from: https://www.intechopen.com/chapters/39620 doi: 10.5772/51424.</p>



<p>Fassio F, Facioni MS, Guagnini F. Lactose Maldigestion, Malabsorption, and Intolerance: A Comprehensive Review with a Focus on Current Management and Future Perspectives. Nutrients. 2018 Nov 1;10(11):1599. doi: 10.3390/nu10111599. PMID: 30388735; PMCID: PMC6265758.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Probiotici e allergie respiratorie</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/probiotici-e-allergie-respiratorie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 13:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aree terapeutiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/dermatite-atopica-e-probiotici-copy/</guid>

					<description><![CDATA[Rinite e asma: l’importanza di curarle bene Le allergopatie respiratorie, e l’asma bronchiale in particolare, costituiscono un importante problema sanitario, in tutto il mondo, per l’elevata incidenza, cresciuta negli ultimi decenni, e per gli alti costi sociali. In generale, la rinite allergica è più frequente dell’asma, ma quest’ultima si osserva fino al 30-40% dei casi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Rinite e asma: l’importanza di curarle bene</h2>



<p>Le allergopatie respiratorie, e l’asma bronchiale in particolare, costituiscono un importante problema sanitario, in tutto il mondo, per l’elevata incidenza, cresciuta negli ultimi decenni, e per gli alti costi sociali.</p>



<p>In generale, la rinite allergica è più frequente dell’asma, ma quest’ultima si osserva fino al 30-40% dei casi di pollinosi. Quindi, è frequente il riscontro di rinite ed asma insieme nello stesso paziente, ma l’asma può anche costituire l’unica manifestazione clinica. Come sottolineato dalle linee guida ARIA, è auspicabile che i pazienti con rinite persistente siano attentamente valutati anche per l’asma, e che nei pazienti asmatici sia valutata l’eventuale compresenza di rinite.</p>



<p>Quando rinite ed asma coesistono, è necessaria una strategia terapeutica combinata che consenta il controllo contemporaneo delle due patologie.<br>Se la rinite è trattata in maniera efficace si possono osservare effetti clinici positivi anche sull’asma concomitante.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Come si fa la diagnosi di un’allergia respiratoria?</h2>



<p>Il corretto inquadramento della rinite e dell’asma allergico deve essere affidato al medico o allo specialista allergologo, otorinolaringoiatra o pneumologo – nell’adulto – o al pediatra – nel bambino.<br>Il prick test per allergeni inalanti o il dosaggio delle IgE specifiche su un campione di siero (quindi un test di laboratorio che si effettua con un prelievo di sangue venoso) è importante per documentare la sensibilizzazione allergica.<br>Le prove di funzionalità respiratoria consentono di valutare la presenza di alterazioni funzionali dell’apparato respiratorio e quindi di determinare l’eventuale presenza di asma bronchiale.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Come si curano le allergie respiratorie?</h2>



<p>Il corretto trattamento della rinite allergica e dell’asma bronchiale riduce il numero di visite presso l’allergologo o il medico di base, i ricoveri in pronto soccorso e permette una considerevole riduzione dei costi di gestione della rinite stessa e dell’asma allergico associato.<br>Si possono utilizzare farmaci sintomatici, come antistaminici o cortisonici per via intranasale o sistemica (solitamente per via orale).<br>Tuttavia, con le terapie sintomatiche, i sintomi si ripresentano alla sospensione della terapia durante la stagionalità della pollinosi.<br><strong>L’immunoterapia Specifica (ITS)– anche nota come “vaccino anti-allergico” è l’unico trattamento in grado di curare le cause dell’allergia, agendo direttamente sul sistema immunitario. I suoi vantaggi rispetto alle terapie sintomatiche sono molteplici, e comprendono un effetto duraturo – nell’ordine di anni – anche dopo la sospensione della terapia, ed un effetto protettivo nel tempo sul rischio di sviluppare asma bronchiale (per i soggetti affetti da rinite allergica) o di sviluppare nuove sensibilizzazioni ad allergeni differenti.</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Pollinosi</h2>



<p>In generale, il termine pollinosi indica le affezioni di natura allergica che sono causate dai pollini di varie piante e che colpiscono, spesso con ricorrenza stagionale, gli individui allergici.<br>Si calcola che in Italia almeno il 7-8% della popolazione presenti manifestazioni cliniche di pollinosi.<br>La pollinosi è favorita da una predisposizione genetica di reattività nei confronti dei pollini.</p>



<p>Il polline entra in contatto con le mucose (nasali, oculari o bronchiali) e penetra così nell’organismo, innescando – nel soggetto allergico – una risposta immunitaria. Da questo momento in poi, quando il polline verrà nuovamente a contatto con la mucosa già sensibilizzata, si svilupperà una reazione caratterizzata da liberazione di istamina, o di sostanze istamino-simili, che danno inizio alla reazione allergica.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I sintomi di una pollinosi</h2>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/6.png" alt="" class="wp-image-1623" width="502" height="266" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/6.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/6-300x159.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/6-768x406.png 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>I sintomi più frequenti sono quelli nasali (starnuti, prurito nasale, secrezione ed ostruzione nasale), oculari (arrossamento, prurito e lacrimazione) o bronchiali (difficoltà respiratoria, tosse, respiro sibilante).<br>In presenza di uno o più di questi sintomi, è opportuno consultare il medico, ed eventualmente lo specialista allergologo, che provvederà ad effettuare i test più appropriati, per giungere ad una corretta diagnosi.</p>



<p>Il medico potrà valutare, sulla base della storia clinica e dei test allergologici e di funzionalità respiratoria, la presenza di rinite allergica, congiuntivite o di asma bronchiale.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">In quale periodo dell’anno si hanno i sintomi?</h2>



<p>In base al periodo dell’anno in cui compaiono i sintomi, si possono distinguere le seguenti forme di pollinosi, causate appunto dall’esposizione ai diversi tipi di polline:<br>1. precoci o pre-primaverili (dovute a sensibilizzazione a piante arboree come Cupressaceae, Betulaceae, Corylaceae)<br>2. primaverili o primaverili-estive (dovute a sensibilizzazioni a Graminaceae, Parietaria spp., Oleaceae)<br>3. estivo-autunnali, più rare (dovute a sensibilizzazioni a Compositae, Ambrosia spp.)</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I probiotici possono essere utili nella terapia della pollinosi?</h2>



<p>I probiotici sono definiti come microrganismi vivi che hanno dimostrato, negli studi umani controllati, di avere effetti benefici sulla salute.<br>Nello specifico, alcuni ceppi di probiotici quali il&nbsp;<em>Lactobacillus acidophilus</em>&nbsp;ed il&nbsp;<em>Bifidobacterium lactis</em>&nbsp;hanno dimostrato di ridurre l’infiammazione nasale ed i sintomi della rinite in soggetti con allergia ai pollini.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="257" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/pollagen-2.png" alt="" class="wp-image-1012"/></figure>



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</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Passalacqua G, Cecchi L, Canonica GW, et al. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Percorsi di cura per la rinite allergica – ITALIA [ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Treatments for allergic rhinitis &#8211; Italy.].&nbsp;<em>Recenti Prog Med</em>. 2021;112(7):516-528. doi:10.1701/3638.36187</p>



<p>Zajac AE, Adams AS, Turner JH. A systematic review and meta-analysis of probiotics for the treatment of allergic rhinitis. Int Forum Allergy Rhinol. 2015 Jun;5(6):524-32. doi: 10.1002/alr.21492.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dermatite atopica</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/dermatite-atopica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 13:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aree terapeutiche]]></category>
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					<description><![CDATA[La&#160;Dermatite Atopica&#160;è una patologia cronica recidivante, a prevalente espressione cutanea, che si sviluppa principalmente nei bambini, anche durante i primi mesi di vita.La sintomatologia è caratterizzata da prurito intenso, con lesioni eczematose, che compaiono in sedi tipiche:&#160;nel lattante&#160;a livello delle guance, con successiva diffusione alle regioni flessorie degli arti e alla zona retroauricolare. Nelle&#160;età successive, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La&nbsp;Dermatite Atopica&nbsp;è una patologia cronica recidivante, a prevalente espressione cutanea, che si sviluppa principalmente nei bambini, anche durante i primi mesi di vita.<br>La sintomatologia è caratterizzata da prurito intenso, con lesioni eczematose, che compaiono in sedi tipiche:&nbsp;nel lattante&nbsp;a livello delle guance, con successiva diffusione alle regioni flessorie degli arti e alla zona retroauricolare.</p>



<p>Nelle&nbsp;età successive, l’eczema può diffondersi al tronco e manifestarsi anche con ispessimento della cute e formazione di croste, nei casi più gravi.<br>Quando si manifesta in età adulta, è di solito caratterizzata da una dermatite secca lichenificata.</p>



<p>La Dermatite Atopica è classificata come leggera, moderata o grave in base in base all’estensione e alla gravità delle lesioni cutanee, valutate secondo il punteggio SCORAD (<em>Severity Scoring of Atopic Dermatitis</em>). Questo punteggio viene calcolato con un’analisi visiva, combinando l’estensione e l’intensità dell’eczema, con i problemi pratici causati dall’eczema (prurito e disturbo del sonno). Mentre i primi due parametri (estensione ed intensità) sono valutati dal medico, il terzo è soggettivo e dipende da quanto il paziente risente della sua condizione.<br>Attualmente, la Dermatite Atopica è considerata una patologia multifattoriale.<br>Nel 60% dei casi di Dermatite Atopica si può dimostrare una storia familiare di atopia, se un genitore ha una predisposizione atopica vi è il 60% delle possibilità che i figli siano atopici, se entrambi i genitori sono atopici la percentuale aumenta fino all’80%. La predisposizione genetica rappresenta quindi l’elemento centrale, mentre alcuni fattori ambientali agiscono da elementi scatenanti.<br>Tra i fattori ambientali, di primaria importanza è la presenza di&nbsp;allergia agli acari della polvere, riscontrabile nella grande maggioranza dei soggetti con Dermatite Atopica, soprattutto in età infantile.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Gestione della Dermatite Atopica</h2>



<p>Nel caso della dermatite atopica, trattandosi di una malattia cronica – ovvero che perdura nel tempo – ad oggi non disponiamo di una terapia risolutiva, almeno in senso definitivo, ma disponiamo di molti trattamenti efficaci che consentono di tenere sotto controllo le manifestazioni cutanee.<br>Tra le opzioni terapeutiche a disposizione, si possono ricordare i cortisonici e gli inibitori della calcineurina; entrambe queste opzioni possono essere utilizzate sia localmente (terapia topica) che per via sistemica (per via orale o iniettiva).</p>



<p>Nella dermatite atopica, inoltre, l’idratazione cutanea riveste un ruolo molto importante, per cui il consiglio degli esperti è quello di utilizzare creme emollienti e di curare bene l’idratazione, con un adeguato apporto idrico giornaliero.</p>



<p>Oggi, inoltre, sappiamo che diversi fattori ambientali concorrono a determinare un possibile peggioramento delle manifestazioni della dermatite atopica.<br>Nei soggetti con concomitante allergia agli acari della polvere, dovrebbero essere prese tutte le misure idonee a limitare l’esposizione agli acari, come l’utilizzo di fodere copricuscino e coprimaterassi appositamente studiate per evitare la colonizzazione da parte degli acari ed eliminare tutti gli oggetti che possono trattene polvere (peluches, tappeti, soprammobili) e permettere lo sviluppo di questi organismi.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Negli ultimi anni numerosi studi scientifici suggeriscono l’uso dei probiotici, in particolare il&nbsp;Lactobacillus rhamnosus&nbsp;(LGG), nel trattamento e nella prevenzione della Dermatite Atopica.</p>



<p>In diversi studi di alterazioni della flora intestinale è stata riscontrata una prevalenza di batteri appartenenti alla specie dei clostridi nei bambini atopici.</p>



<p>La Dermatite Atopica è una patologia allergica, e come tale, presenta uno squilibrio nel rapporto Th1/Th2.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/1.png" alt="" class="wp-image-1607" width="502" height="424" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/1.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/1-300x253.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/1-768x649.png 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Numerosi studi clinici sembrano supportare l’efficacia dei probiotici nel trattamento dell’eczema atopico.</p>



<p>Rimangono ancora delle aree da chiarire relativamente all’efficacia dei probiotici, i punti critici sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dosaggio: è necessaria l’assunzione di almeno 1 miliardo (1X10<sup>9</sup>) di probiotico al giorno</li>



<li>tempo di somministrazione: almeno un mese per ottenere la colonizzazione intestinale</li>



<li>momento della somministrazione: l’assunzione di probiotici in gravidanza sembra conferire una sorta di protezione dalla dermatite atopica ai nascituri (link entero-mammario: i processi nutritivi, metabolici ed immunologici che avvengono nell’intestino si riflettono anche sulla ghiandola mammaria, infatti la manipolazione della flora microbica materna in gravidanza può modificare la composizione del latte materno con aumento del TGF-b2 riscontrabile sino a 3 mesi dopo il parto)</li>



<li>ceppi utilizzati: le proprietà e le caratteristiche dei probiotici sono ceppo-specifiche.</li>
</ul>



<p>La maggior parte degli studi ha dimostrato che l’estensione e la qualità della risposta immunologica ai probiotici, dipende dai ceppi utilizzati. Diversi studi suggeriscono che i probiotici possono essere un possibile supporto nel trattamento della dermatite atopica.</p>



<p>Il ruolo svolto dai probiotici in questo ambito è ancora oggetto di discussione, ma molti autori ritengono che l’utilizzo di alcuni ceppi di probiotici (<em>Lactobacillus rhamnosus</em>, <em>Bifidobacterium lactis</em>) possano giocare un ruolo importante nel trattamento e nella prevenzione della dermatite atopica.</p>



<p>Le metanalisi sono degli studi che analizzano statisticamente, ed interpretano criticamente, tutti i risultati dei maggiori studi clinici pubblicati in riviste scientifiche specializzate. Una importante review pubblicata su Pediatric Allergy and Immunology ha confrontato differenti metanalisi effettuate negli ultimi anni, raffrontando vari studi clinici in doppio cieco con ceppi batterici differenti.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Titolo figura: Metanalisi di 11 studi clinici randomizzati probiotici verso il placebo nel trattamento della dermatite atopica.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="384" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/2.png" alt="" class="wp-image-1609" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/2.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/2-300x115.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/2-768x294.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">WMD: Differenza Media Ponderata</figcaption></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Secondo gli Autori, i risultati dell’analisi dei punteggi SCORAD di 11 differenti studi clinici con probiotico in doppio cieco randomizzati contro placebo hanno dimostrato un incoraggiante effetto dell’azione dei probiotici a supporto del trattamento di pazienti affetti da dermatite atopica.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Titolo figura: Metanalisi di studi clinici in doppio cieco randomizzati con Lactobacillus rhamonosus (LGG) nel trattamento della dermatite atopica</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="761" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/3.png" alt="" class="wp-image-1611" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/3.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/3-300x227.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/3-768x582.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">RR: Rischio Relativo</figcaption></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Gli autori di questo lavoro suggeriscono, infatti, che i risultati dall’analisi statistica dei punteggi SCORAD in altri 11 studi clinici in doppio cieco con un ceppo specifico di lattobacillo (<em>Lactobacillus rhamonosus </em>LGG), la sua supplementazione da solo od in associazione con altri ceppi di probiotici abbia una significativa riduzione di rischio relativo nello sviluppo della dermatite atopica, mentre mix di probiotici privi di LGG, non portino ad alcun beneficio.</p>



<p>Da quest’analisi sembra emergere quindi che il ceppo batterico che mostrerebbe una certa efficacia clinica nella patologia della dermatite atopica sia il <em>Lactobacillus rhamnosus</em>, da solo od in associazione con altri ceppi probiotici.</p>



<p>Va ricordato che i dati, inerenti alle caratteristiche e all’azione dei ceppi probiotici, ricavati con modelli in vitro, devono essere supplementati e confermati da studi in vivo.</p>



<p>Tale iter risulta indispensabile tenendo conto che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA – <em>European Food Safety Authority</em>), ha rigettato quasi tutti i <em>claim</em> presentati dalle aziende farmaceutiche in quanto ha ritenuto che fossero necessari ulteriori studi in vivo.</p>



<p>Attualmente sembra che l’uso di probiotici tenda ad alleviare la sintomatologia di tale patologia, sono necessari però ulteriori studi clinici per poter confermare l’efficacia di una terapia con questi prodotti.</p>



<p>In una recente metanalisi di studi randomizzati da Dicembre 2013, è stato esaminato l’effetto dei probiotici nel trattamento della dermatite atopica in gruppi di pazienti di differenti età, analizzando come <em>outcome</em> primario la differenza dei valori di SCORAD trai gruppi trattati e quelli placebo.</p>



<p>Venticinque trial randomizzati per un totale di 1599 pazienti sono stati analizzati e sono state riscontrate differenze statisticamente significative dei valori di SCORAD a favore dei gruppi trattati con probiotici rispetto ai gruppi controllo (placebo).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="767" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/4.png" alt="" class="wp-image-1612" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/4.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/4-300x229.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/4-768x587.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Questo studio suggerisce che i probiotici possono essere una valida risorsa nella terapia della dermatite atopica specialmente nella fase moderata e severa sia nei bambini che negli adulti.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="798" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/5.png" alt="" class="wp-image-1613" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/5.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/5-300x238.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2023/01/5-768x610.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Fooland, nel 2013, ha pubblicato una review sistematica di 21 articoli per un totale di 6859 pazienti esaminando molteplici integrazioni e supplementazioni con probiotici nella prevenzione e miglioramento della dermatite atopica in donne in gravidanza e bambini fino a 3 anni di età. Le migliori evidenze, sia in fase preventiva che di riduzione della severità della dermatite atopica, sono state rilevate sia nei trattamenti con <em>Lactobacillus rhamnosus</em> in donne in gravidanza ed in bambini in età neonatale.</p>



<p>Infine, sempre nel 2013, Kuitunen descrive in una review sull’utilizzo dei probiotici e prebiotici nella prevenzione della dermatite atopica , che la riduzione significativa dell’evoluzione della patologia avviene prevalentemente nei primi 2 anni di età .</p>



<p>Sempre in questo lavoro Kuitunen dimostra che la supplementazione combinata in fase prenatale e neonatale di <em>L. rhamnosus</em> è sicuramente la strategia migliore e più efficace per estendere l’effetto ai primi 4 anni di età, periodo in cui il microbioma non è ancora completamente formato e sviluppato.</p>



<p>La somministrazione di L<em>. rhamnosus</em> porta ad un abbassamento del livello infiammatorio sistemico inassociazione ad un controllo e spostamento della risposta immunitaria verso un <em>pathway</em> prettamente Th1.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png" alt="" class="wp-image-1287" width="370" height="237" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png 740w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48-300x192.png 300w" sizes="(max-width: 370px) 100vw, 370px" /></figure>



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<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Manzotti G et al. Probiotics as a Novel Adjuvant Approach to Atopic Dermatitis. J Contemp Immunol 2014; 1(2): 57-66. doi: 10.7726/jci.2014.1007</p>



<p>Umborowati MA, Damayanti D, Anggraeni S, et al. The role of probiotics in the treatment of adult atopic dermatitis: a meta-analysis of randomized controlled trials.&nbsp;J Health Popul Nutr. 2022;41(1):37. Published 2022 Aug 17. doi:10.1186/s41043-022-00318-6</p>



<p>Lobefaro F, Gualdi G, Di Nuzzo S, Amerio P. Atopic Dermatitis: Clinical Aspects and Unmet Needs.&nbsp;Biomedicines. 2022;10(11):2927. Published 2022 Nov 14. doi:10.3390/biomedicines10112927</p>



<p>Bjorksten B, Naaber P, Sepp E,et al. The intestinal microflora in allergic Estonian and Swedish 2-year-old children. Clin Exp Allergy 1999;29:342-6.</p>



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<p>Prescott SL et al. Clinical effects of probiotics are associated with increased interferon-ɣ responses in very young children with atopic dermatitis. Clin Exp Allergy (2005);35:1557– 1564.</p>



<p>Kalliomäki M et al. Probiotics in primary prevention of atopic disease: a randomised placebo-controlled trial. Lancet. (2001) Apr 7;357(9262):1076-9.</p>



<p>Kalliomäki M et al. Distinct patterns of neonatal gut microflora in infants in whom atopy was and was not developing. J Allergy Clin Immunol. (2001) Jan;107(1):129-34.</p>



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<p>Kalliomäki M et al. Guidance for substantiating the evidence for beneficial effects of probiotics: prevention and management of allergic diseases by probiotics. J Nutr. (2010) Mar;140(3):713S-21S.</p>



<p>Vanderoof JA. Probiotics in allergy management. J Pediatr Gastroenterol Nutr. (2008) Nov;47 Suppl 2:S38-40.</p>



<p>Yao TC et al. Probiotics for allergic diseases: realities and myths. Pediatr Allergy Immunol. (2010) Sep;21(6):900-19.</p>



<p>Fiocchi A et al. Clinical Use of Probiotics in Pediatric Allergy (CUPPA): A World Allergy Organization Position Paper. World Allergy Organ J. (2012) Nov;5(11):148-67.</p>



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<p>Foolad N, Brezinski EA, Chase EP, Armstrong AW. Effect of nutrient supplementation on atopic dermatitis in children: a systematic review of probiotics, prebiotics, formula, and fatty acids.&nbsp;<em>JAMA Dermatol</em>. 2013;149(3):350-355. doi:10.1001/jamadermatol.2013.1495 Kuitunen M. Probiotics and prebiotics in preventing food allergy and eczema.&nbsp;<em>Curr Opin Allergy Clin Immunol</em>. 2013;13(3):280-286. doi:10.1097/ACI.0b013e328360ed66</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Probiotici e pollinosi</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/probiotici-e-pollinosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 12:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aree terapeutiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allergytherapeutics.it/2023/01/16/aree-terapeutiche-copy/</guid>

					<description><![CDATA[Probiotici e Pollinosi Un numero sempre crescente di studi scientifici suggerisce che un potenziale effetto benefico nel trattamento della pollinosi può essere svolto dal riequilibrio della flora batterica intestinale. Si ipotizza che uno dei meccanismi alla base dello sviluppo delle allergie sia legato all’alterata regolazione di una complessa interazione tra ambiente microbiologico e sistema immunitario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Probiotici e Pollinosi</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex"></div>



<p><strong>Un numero sempre crescente di studi scientifici suggerisce che un potenziale effetto benefico nel trattamento della pollinosi può essere svolto dal riequilibrio della flora batterica intestinale.</strong></p>



<p>Si ipotizza che uno dei meccanismi alla base dello sviluppo delle allergie sia legato all’alterata regolazione di una complessa interazione tra ambiente microbiologico e sistema immunitario innato. <strong>Per questo motivo, da alcuni anni è stato proposto l’uso di probiotici per riequilibrare tale alterazione.</strong></p>



<p>Tale interazione è di fondamentale importanza soprattutto nella prima infanzia, durante la quale molteplici fattori possono innescare una disregolazione immunitaria.</p>



<p>&#8220;L’ipotesi igienica”, formulata dal Prof. David P. Strachan nel 1989 e tutt’ora ampiamente supportata, evidenzia come vivere in un ambiente eccessivamente curato dal punto di vista igienico, quindi con una ridotta esposizione ai germi comunemente presenti nell’ambiente, possa facilitare l’insorgenza di allergie.</p>



<p>Questa teoria, almeno in parte, riesce a spiegare come mai – soprattutto nei Paesi industrializzati – stiamo assistendo ad un progressivo incremento delle patologie allergiche nella popolazione.<br>Tra i fattori presi in considerazione abbiamo la sempre ridotta numerosità delle famiglie (un numero maggiore di figli indurrebbe un maggiore ricircolo di germi), ampio impiego di antibiotici, vita in ambiente urbano (i bambini che conducono vita “in fattoria” sono maggiormente esposti ai batteri comunemente presenti nel suolo). Tutti questi fattori hanno portato – come effetto positivo – ad una più lunga aspettativa di vita, con il risvolto, però, di perturbare l’equilibrio tra flora batterica ambientale e sistema immunitario adattivo con conseguente maggiore facilità di sviluppare allergie.</p>



<p>Dato che oggi si stima che più del 30% della popolazione mondiale sia affetta da una qualche forma di allergia, mentre l’uso di ceppi batterici specificamente attivi nella modulazione delle risposte mediate da linfociti T-regolatori, rappresenta un valido intervento “adiuvante” alla terapia farmacologica e desensibilizzante dei disordini allergici, caratterizzati da una risposta immunitaria cosiddetta “di tipo Th2”.</p>



<p>In particolare – in termini biologici – a livello intestinale verrebbero a mancare gli stimoli che governano l’equilibrio linfociti Th1 e Th2, con incremento della prevalenza di patologie sia Th1 che Th2 mediate.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/allergytherapeutics1.png" alt="" class="wp-image-1000"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/allergytherapeutics2.png" alt="" class="wp-image-1001"/></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Lattobacilli e Bifidobatteri</h2>



<p>I Lattobacilli ed i Bifidobatteri sono ceppi batterici, non patogeni, normalmente presenti nell’intestino dei soggetti sani. Ripristinare nell’intestino i normali livelli di questi ceppi batterici favorisce il ristabilirsi dell’equilbrio tra linfociti Th1 e Th2, contirubendo alla remissione della problematica allergica.</p>



<p>Gli Autori di uno studio scientifico che analizza complessivamente vari studi clinici randomizzati, nei quali veniva valutato l’effetto dei probiotici verso un placebo, hanno evidenziato una riduzione dei sintomi della rinite allergica e un generale effetto benefico nei pazienti trattati.<br>In generale, sembra che il principale effetto dei probiotici, sia una diminuzione della gravità della patologia mediante la modulazione del sistema di attivazione delle cellule immunitarie che partecipano nello sviluppo dell’infiammazione allergica</p>



<p>Sempre nell’ambito allergologico, dati epidemiologici mostrano che i bambini allergici hanno una flora intestinale diversa dai non allergici con più elevati livelli di Clostridi e più bassi livelli di Bifidobacteria. Questo dato, documentato nell’articolo suggerisce che le alterazioni della flora batterica intestinale, ed In particolare la valutazione delle popolazioni di Bifidobatteri e di Clostridi, possano essere considerate marcatori di atopia nei bambini.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/allergytherapeutics3.png" alt="" class="wp-image-1002"/></figure>



<p>In sintesi, sembra che alcuni specifici ceppi, quali Lactobacilli e Bifidobatteri, abbiano effetti protettivi sullo sviluppo delle allergie, con evidenze molto promettenti rispetto al trattamento delle malattie allergiche come rinite ed eczema atopico.</p>



<p>Uno studio clinico molto interessante condotto con l’utilizzo di una miscela di <em>Lactobacillus acidophilus</em> NCFM® e <em>Bifidobatterium lactis</em> BL04 contro placebo, ha dimostrato che la specifica combinazione di probiotici utilizzata, è in grado di prevenire significativamente l’infiltrazione di eosinofili nella mucosa nasale indotta da polline.</p>



<p>Questo risultato è estremamente interessante, in quanto riguarda un marker obiettivo della rinite allergica, infatti è risaputo che il grado di infiltrazione eosinofila nella mucosa respiratoria, è direttamente correlato all’intensità della patologia. Parallelamente, tale studio ha anche indicato una tendenza nella riduzione dei sintomi nasali.</p>



<p>In particolare, l’utilizzo clinico di tale miscela di probiotici (<em>Lactobacillus acidophilus</em> NCFM® e <em>Bifidobatterium lactis</em> BL04) in campo pediatrico, è stato opportunamente segnalato nel Clinical Use of Probiotics in Pediatric Allergy (CUPPA): A World Allergy Organization Position Paper come unico studio clinico con questi specifici ceppi.</p>



<p>Va ricordato che i dati inerenti alle caratteristiche e all’azione dei ceppi probiotici, ricavati con modelli in vitro, devono essere da confermati da studi in vivo. Tale iter risulta indispensabile tenendo conto che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA – European Food Safety Authority), non ha accettato quasi tutti i claim presentati dalle aziende produttrici in quanto ha ritenuto che fossero necessari ulteriori studi clinici.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="257" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/pollagen-2.png" alt="" class="wp-image-1012"/></figure>



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<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Vliagoftis (2008) – Probiotics fort the treatment of allergic rhinits and asthma: systematic review of randomized controlled</p>



<p>Ozen Cli Exp Immunol 2010 – Outcome of hypogammaglobulinemia in children: Immunoglobin levels as predictors</p>



<p>Ouwehand et al World J. Gastroenterol 2009 – Specific probiotics alleviate allergic rhinitis during the birch pollen season</p>



<p>Fiocchi Clinical Use of Probiotics in Pediatric Allergy (CUPPA): A World Allergy Organization Position Paper</p>
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			</item>
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		<title>Sicurezza</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/12/01/sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 09:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Probiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per l&#8217;utilizzo dei probiotici e prebiotici negli alimenti e negli integratori alimentari. La Direzione Generale per l&#8217;igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione ha infatti pubblicato il documento &#8220;Linee guida su probiotici e prebiotici-revisione marzo 2018&#8221;&#160;definendo i requisiti, tra cui il dosaggio minimo, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per l&#8217;utilizzo dei probiotici e prebiotici negli alimenti e negli integratori alimentari. La Direzione Generale per l&#8217;igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione ha infatti pubblicato il documento &#8220;Linee guida su probiotici e prebiotici-revisione marzo 2018&#8221;&nbsp;definendo i requisiti, tra cui il dosaggio minimo, che un integratore e un alimento deve avere per poter vantare in etichetta la parola &#8220;probiotico&#8221; e &#8220;prebiotico&#8221;.</p>



<p>Come specificato nel documento del Ministero &#8220;I probiotici sono&nbsp;microrganismi, lieviti o batteri, che favoriscono l&#8217;equilibrio della flora intestinale&#8221;.</p>



<p>Per poter essere utilizzati negli alimenti e negli integratori alimentari, uno dei requisiti necessari è che i ceppi probiotici devono essere considerati&nbsp;<strong>sicuri per l&#8217;uomo</strong>, ovvero non devono essere portatori di antibiotico-resistenza acquisita e/o trasmissibile.</p>



<p>Inoltre, a livello Europeo, la commercializzazione e l’uso dei probiotici sono regolate da EFSA (<em>European Food Safety Authority</em>), che valuta la sicurezza dei prodotti e conferisce lo status QPS (<em>Qualified Presumption of Safety</em>) ai prodotti che rispettano i requisiti di sicurezza.</p>



<p>I probotti sinbiotici di Allergy Therapeutics rispettano i requisiti stabiliti dal Ministero della Salute e hanno ottenuto lo status QPS di EFSA.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Ministero della Salute. <a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=null&amp;id=3353">Linee guida su probiotici e prebiotici – revisione marzo 2018.</a></p>



<p><a href="https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/qualified-presumption-safety-qps">European Food Safety Authority. Qualified presumption of safety (QPS).</a></p>



<p>Doron S, Snydman DR. Risk and safety of probiotics. Clin Infect Dis. 2015;60 Suppl 2(Suppl 2):S129-S134. doi:10.1093/cid/civ085</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Linee guida</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/12/01/linee-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 09:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Probiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[Le malattie allergiche e gli stati di atopia rappresentano un importante problema per la Sanità pubblica a livello mondiale. Nei bambini la prevalenza di malattie allergiche risulta essere influenzata dallo stato allergico dei propri genitori: avere uno o entrambi i genitori allergici aumenta significativamente il rischio del bambino di sviluppare malattie allergiche nel corso della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le malattie allergiche e gli stati di atopia rappresentano un importante problema per la Sanità pubblica a livello mondiale. Nei bambini la prevalenza di malattie allergiche risulta essere <strong>influenzata dallo stato allergico dei propri genitori</strong>: avere uno o entrambi i genitori allergici aumenta significativamente il rischio del bambino di sviluppare malattie allergiche nel corso della vita.<br>Negli ultimi anni ha destato sempre più interesse nella comunità scientifica il ruolo della microflora intestinale e l’influenza che essa esercita nello sviluppo delle malattie allergiche, e di come possa modulare le risposte infiammatorie ed immunologiche sistemiche.<br>Dalle osservazioni maturate in questo ambito è stato quindi ipotizzato che una microflora intestinale alterata possa essere correlata con l’incremento dell’incidenza di malattie allergiche e atopia che si registrano oggigiorno.</p>



<p><br><strong>I probiotici sono microrganismi vivi che quando somministrati in quantità adeguate possono conferire un beneficio salutistico al consumatore.</strong> Tra i meccanismi salutistici proposti i probiotici agiscono come adiuvanti immunomodulatori delle risposte allergiche favorendo la modulazione della fagocitosi e della produzione di citochine pro-infiammatorie.<br>Nelle recenti <strong>linee guida della World Allergy Organization (WAO) </strong>viene consigliato l’uso di probiotici durante la gravidanza e l’allattamento nei soggetti ad elevato rischio di sviluppare dermatite atopica, poiché in questi soggetti i probiotici possono favorire una <strong>riduzione del rischio di insorgenza della dermatite atopica.</strong></p>



<p><br>La presenza di genitori e/o fratelli e sorelle, affetti da riniti, asma, eczema o allergie alimentari sono considerati fattori di rischio allergico per il nascituro. Attualmente, la prevalenza delle malattie allergiche nei lattanti è circa del 10% per i figli di genitori non allergici e varia dal 20 al 30% quando la famiglia include individui allergici.<br>Il fatto che le risposte allergiche si manifestino precocemente nel corso della vita e che il microbioma intestinale possa modulare le risposte infiammatorie e allergiche sistemiche, e dunque lo sviluppo della sensibilizzazione e dell’allergia, ha alimentato un vasto interesse per l’utilizzo dei probiotici non solo nella terapia delle malattie allergiche, ma anche nella loro prevenzione primaria.<br>Un panel internazionale di esperti convocato dalla World Allergy Organization (WAO), costituito da medici operanti in varie aree della medicina e da rappresentati del pubblico laico, ha recentemente pubblicato linee guida rivolte a medici di medicina generale, pediatri, allergologi, immunologi, pneumologi e dermatologi, sull’uso dei probiotici per la prevenzione primaria delle malattie allergiche.</p>



<p><br>Sulla base dei dati disponibili, pur considerati i limiti che vi si possono ravvisare, e giudicando che il rischio di effetti avversi conseguenti all’assunzione di probiotici sia basso, il panel della WAO:<br>• suggerisce l’uso dei probiotici in gravidanza per le donne i cui figli avranno un alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema.<br>• suggerisce l’uso dei probiotici durante l’allattamento di lattanti ad alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema.<br>• suggerisce l’uso dei probiotici nei lattanti ad alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema.</p>



<p>Quanto suggerito dal panel WAO deriva dunque dalla valutazione che, considerati tutti gli aspetti d’interesse, la prevenzione primaria dell’eczema conferisca un netto beneficio. Le posizioni del panel WAO hanno la valenza di raccomandazioni “condizionali”, che il clinico recepirà criticamente, aiutando il paziente a decidere sull’opportunità di assumere probiotici.<br>È bene ricordare che la posizione del panel WAO riguarda donne sane e non è generalizzabile a donne con compromissione del sistema immunitario. Essa riguarda altresì lattanti sani ed è esclusivamente intesa alla prevenzione delle allergie. Un alto rischio è definito come la presenza/una storia di rinite allergica, asma eczema, o allergia alimentare in un genitore biologico o in un fratello.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Cuello-Garcia CA, Brożek JL, Fiocchi A, et al. Probiotics for the prevention of allergy: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. J Allergy Clin Immunol. 2015;136(4):952-961. doi:10.1016/j.jaci.2015.04.031</p>



<p>Fiocchi A, Pawankar R, Cuello-Garcia C, et al. World Allergy Organization-McMaster University Guidelines for Allergic Disease Prevention (GLAD-P): Probiotics. World Allergy Organ J. 2015;8(1):4. Published 2015 Jan 27. doi:10.1186/s40413-015-0055-2</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ceppo specificità</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/12/01/ceppo-specificita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 08:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Probiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[La prima pubblicazione sugli effetti dei probiotici nelle malattie allergiche risale al&#160;1997, e da allora sono stati condotti oltre 25 studi clinici randomizzati in doppio cieco controllati contro placebo. Da allora, numerosi studi sono stati pubblicati circa l’utilità dei probiotici nella prevenzione e nel trattamento delle malattie allergiche. Al 2022, sono oltre 2.200 gli articoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La prima pubblicazione sugli effetti dei probiotici nelle malattie allergiche risale al&nbsp;<strong>1997</strong>, e da allora sono stati condotti oltre 25 studi clinici randomizzati in doppio cieco controllati contro placebo.</p>



<p>Da allora, numerosi studi sono stati pubblicati circa l’utilità dei probiotici nella prevenzione e nel trattamento delle malattie allergiche.</p>



<p>Al 2022, <strong>sono oltre 2.200 gli articoli scientifici</strong> presenti nel database PubMed riguardanti i probiotici e le malattie allergiche.</p>



<p>In particolare, sono stati particolarmente studiati alcuni ceppi batterici nel contesto della <strong>dermatite atopica, della rinite e delle intolleranze alimentari.</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="469" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png" alt="" class="wp-image-1430" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png 1004w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/12/image-300x140.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/12/image-768x359.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Majamaa H, Isolauri E. Probiotics: a novel approach in the management of food allergy. J Allergy Clin Immunol. 1997;99(2):179-185. doi:10.1016/s0091-6749(97)70093-9</p>



<p>Ricerca <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=probiotics+allergy&amp;sort=date" data-type="URL" data-id="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=probiotics+allergy&amp;sort=date">PubMed </a>su “Probiotics AND Allergy”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Gli effetti del sole sulla pelle: danni e benefici</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/09/27/gli-effetti-del-sole-sulla-pelle-danni-e-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 13:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sole e la pelle: un rapporto di amore e odio? Gli effetti del sole sulla pelle Il sole è fonte di vita: molti processi biologici sono possibili solo grazie alla sua energia, dalla fotosintesi nelle piante alla produzione di vitamina D negli esseri umani. Tuttavia – come quasi sempre avviene in natura – è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/sole.png" alt="" class="wp-image-1309" width="800" height="533" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/sole.png 800w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/sole-300x200.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/sole-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il sole e la pelle: un rapporto di amore e odio?</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Gli effetti del sole sulla pelle</h3>



<p><br>Il sole è fonte di vita: molti processi biologici sono possibili solo grazie alla sua energia, dalla fotosintesi nelle piante alla produzione di vitamina D negli esseri umani. Tuttavia – come quasi sempre avviene in natura – è una questione di quantità: eccedere nell’esposizione solare ha effetti dannosi, e nel caso specifico i maggiori danni si possono avere sulle superfici esposte, nel nostro caso quindi sulla pelle.</p>



<h3 class="wp-block-heading">­<br>I raggi solari non sono tutti uguali!</h3>



<p>­<br>La luce solare consiste di uno spettro di radiazioni elettromagnetiche (comunemente dette raggi solari), di varia lunghezza d’onda, da 280 nm a 1 mm. In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Raggi ultravioletti (UV): </strong>sono invisibili all’occhio umano e hanno lunghezza d’onda da 280 a 400 nm</li><li><strong>Luce visibile: </strong>con lunghezza d’onda da 400 a 700 nm</li><li><strong>Raggi infrarossi:</strong> con maggiore lunghezza d’onda, da 700 nm a 1 mm</li></ul>



<p>I raggi con maggiori lunghezze d’onda hanno la capacità di penetrare maggiormente in profondità negli strati cutanei, ma sono meno dannosi. Al contrario, <strong>i raggi UV – che hanno minore lunghezza d’onda – sono i principali responsabili dei danni a carico della cute.</strong></p>



<p>In generale, il danno a carico della pelle si genera a causa della formazione di <strong>radicali liberi</strong>, ovvero molecole di ossigeno altamente reattive, che causano <strong>stress ossidativo</strong> a livello delle cellule cutanee, ovvero uno squilibrio tra la quantità di radicali liberi e le capacità anti-ossidanti.</p>



<p>Un maggiore stress ossidativo determina, a sua volta, invecchiamento cutaneo precoce, formazione di rughe e favorisce l’insorgenza di malattie croniche della cute.</p>



<h3 class="wp-block-heading">­<br>­<br>Raggi UV: vediamoci chiaro</h3>



<p>­<br>Anche i raggi UV non sono tutti uguali, ne esistono tre forme diverse:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Gli UVA sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo prematuro</li><li>Gli UVB stimolano la produzione di vitamina D ma sono anche i responsabili delle scottature solari e dei danni a carico del DNA</li><li>Gli UVC non costituiscono un problema per la pelle, perché vengono schermati dall’atmosfera terrestre</li></ul>



<p>La quantità di raggi UV assorbita dalla pelle non è sempre uguale, dipende da molti fattori: il momento dell’anno e l’orario del giorno, il tempo atmosferico, la stagione, la località geografica e l’altitudine sono tutti fattori che influiscono.</p>



<p>Ad esempio, sappiamo che le nuvole bloccano solo una piccola parte dei raggi UV (circa il 10%), la neve li riflette in grande quantità, facilitando le scottature, mentre la sabbia riflette solo il 25%. Il 60% dei raggi UV vengono assorbiti dalla pelle nell’orario tra le 10 e le 12, mentre l’ombra (ad esempio stare sotto l’ombrellone), può ridurre l’esposizione ai raggi UV di circa il 50%.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center has-white-color has-vivid-red-background-color has-text-color has-background">Kallergen D è un integratore alimentare simbiotico a base dei ceppi probiotici microincapsulati gastroprotetti <em>Bifidobacterium lactis</em> BS01, <em>Lactobacillus rhamnosaus</em> LR05, che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale, Vitamina D3 e fibra prebiotica frutto-oligosaccaridi (FOS).<br><br>La Vitamina D3 contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.<br><br>I ceppi probiotici contenuti in Kallergen D sono di supporto in caso di dermatite atopica, eczema, prurito.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png" alt="" class="wp-image-1287" width="479" height="306" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png 740w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48-300x192.png 300w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure>



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</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/bimbo.png" alt="" class="wp-image-1298" width="800" height="533" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/bimbo.png 800w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/bimbo-300x200.png 300w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/bimbo-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">La Vitamina D e il suo ruolo come Immunomodulante</h2>



<p>­<br>Uno degli effetti benefici dei raggi solari, in particolare grazie agli UVB, è la stimolazione della produzione di vitamina D.</p>



<p>La vitamina D è un importantissimo ormone del nostro organismo, importante principalmente per il metabolismo del calcio e la salute dell’apparato scheletrico, ma con molti altri effetti. In particolare, è ormai ben noto <strong>il ruolo della vitamina D come immunomodulante</strong>, ovvero come regolatore della risposta immunitaria.</p>



<p>A carico del sistema immunitario, gli effetti della vitamina D sono molteplici, essa infatti interagisce sia con l’immunità innata che con l’immunità acquisita.</p>



<p>L’immunità innata è la parte più antica del nostro sistema immunitario, quella che è stata plasmata nel corso dell’evoluzione per funzionare in maniera sostanzialmente uguale in tutti gli individui. A livello dell’immunità innata, la vitamina D favorisce lo sviluppo e la differenziazione dei macrofagi, molto importanti nella difesa dalle infezioni.</p>



<p>L’immunità acquisita, invece, è quella parte di immunità che si sviluppa in seguito all’esposizione agli agenti patogeni e che è responsabile della formazione della cosiddetta memoria immunologica. La vitamina D, in questo caso, determina una riduzione dello stato infiammatorio agendo sia sui linfociti T (in particolare sui linfociti Th1 e Th17, favorendo un migliore equilibrio tra le varie sottopopolazioni linfocitarie), che sui linfociti B (ovvero le cellule responsabili della produzione di anticorpi). Inoltre, la vitamina D ha effetti anche sulle “cellule presentanti l’antigene”, che sono cellule del sistema immunitario che sorvegliano i nostri tessuti e – quando vengono in contatto con sostanze estranee, gli antigeni appunto – attivano i linfociti.</p>



<p>Il risultato finale di tutti questi complessi meccanismi è una <strong>riduzione dei processi infiammatori</strong> a favore di un <strong>maggior equilibrio della risposta immunitaria.</strong></p>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center has-white-color has-vivid-red-background-color has-text-color has-background">Kallergen D è un integratore alimentare simbiotico a base dei ceppi probiotici microincapsulati gastroprotetti <em>Bifidobacterium lactis</em> BS01, <em>Lactobacillus rhamnosaus</em> LR05, che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale, Vitamina D3 e fibra prebiotica frutto-oligosaccaridi (FOS).<br><br>La Vitamina D3 contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.<br><br>I ceppi probiotici contenuti in Kallergen D sono di supporto in caso di dermatite atopica, eczema, prurito.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png" alt="" class="wp-image-1287" width="479" height="306" srcset="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48.png 740w, https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/09/62e23b99d9d75a41ce370f48-300x192.png 300w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure>



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</div>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gravidanza e Allattamento</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/26/gravidanza-e-allattamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 09:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Probiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[Una rassegna su gravidanza, microbioma intestinale e sviluppo di allergie nella progenie riporta che la colonizzazione dell’intestino del neonato da parte dei microrganismi che costituiranno il microbioma è soprattutto dovuta alla trasmissione verticale madre-figlio. Al momento del parto, la madre trasmette al figlio i microrganismi del microbioma vaginale e intestinale, che il neonato incontra al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una rassegna su gravidanza, microbioma intestinale e sviluppo di allergie nella progenie riporta che la colonizzazione dell’intestino del neonato da parte dei microrganismi che costituiranno il microbioma è soprattutto dovuta alla trasmissione verticale madre-figlio.</p>



<p>Al momento del parto, la madre trasmette al figlio i microrganismi del microbioma vaginale e intestinale, <strong>che il neonato incontra al momento del passaggio nel canale del parto</strong>.</p>



<p>Tuttavia, secondo alcuni studi, un primo, iniziale microbioma si costituirebbe già durante la vita fetale: infatti, è stato identificato DNA batterico nella placenta, nel cordone ombelicale, nel liquido amniotico e nel meconio di neonati partoriti a termine mediante parto cesareo e nel meconio di neonati prematuri partoriti alla 23-32a settimana di gestazione.</p>



<p>Le cellule dendritiche sarebbero in grado di penetrare nell’epitelio intestinale materno, “prelevarne” microrganismi e trasportarli alla placenta, presentandoli al feto e contribuendo così alla maturazione del suo sistema immunitario.</p>



<p><br>Una via secondaria per la trasmissione verticale di microrganismi è l’allattamento al seno. Infatti, nel latte umano è stato rilevato il DNA di batteri appartenenti al microbioma intestinale. I neonati allattati al seno sembrano beneficiare dell’immunomodulazione materna e dei cambiamenti della composizione del latte materno. Inoltre, evidenze fornite da studi sull’impiego dei probiotici nella prevenzione dell’allergia indicano che l’effetto preventivo si manifesta solo con un’esposizione sia prenatale sia postnatale (della madre che allatta o del lattante).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Abrahamsson TR, Wu RY, Jenmalm MC. Gut microbiota and allergy: the importance of the pregnancy period.&nbsp;<em>Pediatr Res</em>. 2015;77(1-2):214-219. doi:10.1038/pr.2014.165</p>



<p>Kuitunen M. Probiotics and prebiotics in preventing food allergy and eczema.&nbsp;<em>Curr Opin Allergy Clin Immunol</em>. 2013;13(3):280-286. doi:10.1097/ACI.0b013e328360ed66</p>
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