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	<title>Allergia ed immunoterapia &#8211; Allergy Therapeutics</title>
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	<description>Malattie Allergiche</description>
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	<title>Allergia ed immunoterapia &#8211; Allergy Therapeutics</title>
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	<item>
		<title>Rinite allergica e asma bronchiale</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/rinite-allergica-e-asma-bronchiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 14:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[Le allergopatie respiratorie, e l&#8217;asma bronchiale in particolare, costituiscono un importante problema sanitario in tutto il mondo, per l&#8217;elevata incidenza &#8211; cresciuta negli ultimi decenni &#8211; e per gli alti costi sanitari e sociali.È assai frequente il riscontro di rinite ed asma associate nello stesso paziente, ma sia la rinite che l&#8217;asma possono costituire l’unica [&#8230;]]]></description>
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<p>Le <strong>allergopatie respiratorie</strong>, e l&#8217;<strong>asma bronchiale</strong> in particolare, costituiscono un importante problema sanitario in tutto il mondo, per l&#8217;elevata incidenza &#8211; cresciuta negli ultimi decenni &#8211; e per gli <strong>alti costi sanitari e sociali</strong>.<br>È assai frequente il riscontro di rinite ed asma associate nello stesso paziente, ma sia la rinite che l&#8217;asma possono costituire l’unica manifestazione clinica.</p>



<p>In generale, l’asma bronchiale si osserva nel 30-40% dei casi di pollinosi. Come sottolineato dalle <strong>Linee Guida ARIA</strong>, è auspicabile che i pazienti con rinite allergica siano attentamente valutati anche per l&#8217;asma, e che nei pazienti asmatici sia valutata la contemporanea presenza di rinite.<br>Quando rinite ed asma coesistono, è necessaria una <strong>strategia terapeutica combinata </strong>che consenta il controllo contemporaneo delle due patologie. Se la rinite è trattata in maniera efficace, specialmente per quanto riguarda l’ostruzione nasale, si possono osservare effetti clinici positivi anche sull’asma concomitante.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Come si fa la diagnosi di un’allergia respiratoria?</h2>



<p>Il corretto inquadramento della rinite e dell’asma allergico deve essere affidato al medico o allo specialista allergologo, otorinolaringoiatra o pneumologo – nell’adulto – o al pediatra – nel bambino.<br>Il prick test per allergeni inalanti o il dosaggio delle IgE specifiche su un campione di siero (quindi un test di laboratorio che si effettua con un prelievo di sangue venoso) è importante per documentare la sensibilizzazione allergica.<br>Le prove di funzionalità respiratoria consentono di <strong>valutare lo stato di salute dei bronchi</strong> e l’eventuale presenza di asma bronchiale.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Come si curano le allergie respiratorie?</h2>



<p>Il corretto trattamento della rinite allergica e dell’asma bronchiale riduce il numero di visite presso l&#8217;allergologo o il medico di base e i ricoveri in pronto soccorso, e permette un considerevole miglioramento della salute e della qualità di vita del soggetto, senza considerare la riduzione dei costi sanitari diretti e indiretti.<br>Si possono utilizzare farmaci sintomatici, come antistaminici o cortisonici per via locale (intranasale, inalatoria) o sistemica (compresse, iniezioni). Tuttavia, con le terapie sintomatiche, i sintomi si ripresentano alla sospensione della terapia alla successiva esposizione all’allergene.<br><strong>L’immunoterapia Specifica (ITS) – anche nota come “vaccino anti-allergico” è l’unico trattamento in grado di curare le cause dell’allergia, </strong><strong>agendo direttamente meccanismi immunologici che ne sono alla base</strong><strong>.</strong></p>



<p><strong>I suoi vantaggi rispetto alle terapie sintomatiche sono molteplici, e comprendono un effetto duraturo – nell’ordine di anni – anche dopo la sospensione della terapia, ed un effetto protettivo nel tempo sul rischio di sviluppare asma bronchiale (per i soggetti affetti da rinite allergica) o di sviluppare nuove sensibilizzazioni ad allergeni differenti.</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">I probiotici possono essere utili nella terapia della pollinosi?</h2>



<p>I probiotici sono definiti come microrganismi vivi che hanno dimostrato, in molteplici studi scientifici condotti anche sull’Uomo, di avere effetti benefici sulla salute.<br>Nello specifico, alcuni ceppi di probiotici quali il <em>Lactobacillus acidophilus</em> ed il <em>Bifidobacterium lactis</em> hanno dimostrato di ridurre l’infiammazione nasale ed i sintomi della rinite in soggetti con allergia ai pollini.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<p>Passalacqua G, Cecchi L, Canonica GW, et al. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Percorsi di cura per la rinite allergica – ITALIA [ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Treatments for allergic rhinitis &#8211; Italy.].&nbsp;<em>Recenti Prog Med</em>. 2021;112(7):516-528. doi:10.1701/3638.36187</p>



<p>Iftikhar H, Awan MO, Awan MS, Mustafa K, Das JK, Ahmed SK. Role of Probiotics in Patients with Allergic Rhinitis: A Systematic Review of Systematic Reviews.&nbsp;<em>Int Arch Otorhinolaryngol</em>. 2022;26(4):e744-e752. Published 2022 Jun 17. doi:10.1055/s-0042-1749370</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I pollini</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/i-pollini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 14:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos’è una pollinosi? In generale, il termine pollinosi indica le affezioni di natura allergica che sono causate dai pollini di varia origine e che colpiscono, spesso con ricorrenza stagionale, gli individui allergici.Si calcola che in Italia una parte consistente della popolazione (fino al 25-30%) presenti manifestazioni cliniche di pollinosi.Quando il polline entra in contatto con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Cos’è una pollinosi?</h3>



<p>In generale, il termine pollinosi indica le affezioni di natura allergica che sono causate dai <strong>pollini di varia origine</strong> e che colpiscono, spesso con <strong>ricorrenza stagionale</strong>, gli individui allergici.<br>Si calcola che in Italia una parte consistente della popolazione (fino al 25-30%) presenti manifestazioni cliniche di pollinosi.<br><strong>Quando il polline entra in contatto con le mucose</strong> (nasali, oculari o bronchiali) penetra nell’organismo e innesca – nel soggetto allergico – una <strong>risposta immunitaria</strong>. Da questo momento in poi, quando il polline verrà nuovamente a contatto con la mucosa già sensibilizzata, si svilupperà una reazione caratterizzata da liberazione di sostanze proinfiammatorie (istamina e altre), che danno inizio alla reazione allergica.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i sintomi di una pollinosi?</h3>



<p><strong>I sintomi più frequenti sono quelli nasali (rinite caratterizzata da starnuti, prurito nasale, secrezione ed ostruzione nasale), oculari (congiuntivite con arrossamento, prurito e lacrimazione) o bronchiali (manifestazioni di tipo asmatico con difficoltà respiratoria, tosse, respiro sibilante).</strong><br>In presenza di uno o più di questi sintomi, è opportuno consultare il medico, ed eventualmente lo specialista allergologo, che provvederà ad <strong>effettuare i test più appropriati</strong>, per giungere ad una corretta diagnosi.<br>Il medico potrà valutare, sulla base della storia clinica e dei test allergologici e di funzionalità respiratoria, la presenza di rinite allergica, congiuntivite o di asma bronchiale.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">In quale periodo dell’anno si hanno i sintomi?</h3>



<p>In base al periodo dell’anno in cui compaiono i sintomi, è possibile sospettare un diverso agente causale:</p>



<p><strong>1. Precoci o pre-primaverili:</strong> tipicamente dovute a sensibilizzazione a piante arboree come Cupressaceae<br><strong>2. Primaverili o primaverili-estive:</strong> tipicamente dovute a sensibilizzazioni a Graminacee, Parietaria o Oleaceae<br><strong>3. Estivo-autunnali: </strong>più rare, solitamente dovute a sensibilizzazioni a Composite.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Passalacqua G, Cecchi L, Canonica GW, et al. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Percorsi di cura per la rinite allergica – ITALIA [ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Treatments for allergic rhinitis – Italy.]. Recenti Prog Med. 2021;112(7):516-528. doi:10.1701/3638.36187</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come si gestisce un&#8217;allergia</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/come-si-gestisce-unallergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 14:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[Per alleviare i sintomi dell’allergia si ricorre ai cosiddetti farmaci sintomatici, o farmaci di sollievo: tra questi, i più conosciuti ed utilizzati sono gli antistaminici ed i cortisonici. Questi farmaci non agiscono però sulla causa della malattia allergica, ma solo sui sintomi. Quindi il trattamento dovrà essere ripetuto ciclicamente, poiché ad ogni nuovo incontro con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per alleviare i <strong>sintomi dell’allergia</strong> si ricorre ai cosiddetti farmaci sintomatici, o <strong>farmaci di sollievo</strong>: tra questi, i più conosciuti ed utilizzati sono gli <strong>antistaminici </strong>ed i <strong>cortisonici</strong>. Questi farmaci non agiscono però sulla causa della malattia allergica, ma solo sui sintomi. Quindi il trattamento dovrà essere ripetuto ciclicamente, poiché ad ogni nuovo incontro con l’allergene, si ripresenterà la reazione allergica.</p>



<p>Oltre a questi farmaci, che, come detto, influiscono solo sulla gestione dei sintomi e <strong>non sulla reale causa dell’allergie</strong>, sono disponibili trattamenti in grado influenzare direttamente la reattività del soggetto verso l’allergene e di conferire un beneficio che perdura nel tempo, ben oltre il termine del trattamento.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Antistaminici</h2>



<p>Sono <strong>farmaci sintomatici</strong>, il cui effetto è quello di <strong>attenuare i sintomi causati dagli allergeni </strong>a carico delle mucose e della pelle. Sono disponibili in compresse, spray nasali e colliri.<br>Gli <strong>effetti collaterali</strong> degli antistaminici, talvolta fastidiosi, sono sonnolenza, aumento dell’appetito e talvolta vertigini, con possibili ricadute sulla qualità della vita.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cortisonici (glucocorticoidi)</h2>



<p>Sono <strong>farmaci sintomatici</strong> il cui effetto è quello di <strong>attenuare la reazione infiammatoria di tipo allergico</strong>. Sono utilizzati soprattutto localmente, sotto forma di spray, aerosol con dosatore e in creme (uso topico nel trattamento della dermatite atopica), e non presentano rischi particolari se utilizzati a basso dosaggio e secondo prescrizione medica. In caso di uso prolungato, <strong>possono provocare effetti indesiderati</strong> quali epistassi (sangue dal naso, se utilizzati in spray nasale), assottigliamento degli strati cutanei (se applicati localmente) o effetti sistemici quali ipertensione, osteoporosi, alterazione del metabolismo glucidico (se utilizzati per via sistemica, ovvero per via orale o per iniezione).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Immunoterapia Allergene-Specifica (o Immunoterapia Specifica, ITS)</h2>



<p>Oltre ai trattamenti sintomatici, il cui effetto si perde con la sospensione del trattamento, è possibile ricorrere all’Immunoterapia Specifica (o ITS), che <strong>va ad agire alla radice del problema </strong>(la sensibilizzazione allergica verso un determinato allergene) riducendo la reattività del soggetto verso quel determinato allergene in maniera duratura.</p>



<p><strong>L’ITS è l&#8217;unica terapia in grado di curare la causa della malattia allergica e di modificarne la storia naturale, riducendo il rischio di complicanze più gravi come l&#8217;asma bronchiale e della comparsa di nuove sensibilizzazioni allergiche.</strong></p>



<p><strong>Il vantaggio unico dell’Immunoterapia consiste nella durata dell’effetto, che perdura per anni dopo il termine del trattamento.</strong></p>



<p>Proprio per il suo effetto duraturo, che permane per anni dopo il termine del trattamento, l’ITS talvolta viene definita “vaccino per l’allergia”, pur non avendo molto a che fare con i vaccini comunemente utilizzati per le malattie infettive.</p>



<p>Nel caso dell’immunoterapia, infatti, si vanno a somministrare dosi crescenti di allergene in modo da desensibilizzare il sistema immunitario. In questo modo si riesce ad ottenere la “tolleranza” dell’allergene da parte del sistema immunitario, che quindi non innescherà più reazioni allergiche.&nbsp;</p>



<p>L’ITS è un trattamento ormai ben consolidato nella pratica allergologica, supportato da ampie evidenze scientifiche. Il ciclo di trattamento, solitamente, dura dai 3 ai 5 anni e può essere effettuato per via sublinguale (solitamente gocce che vanno tenute sotto la lingua e successivamente deglutite) o iniettiva (mediante iniezioni sottocutanee).</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Passalacqua G, Cecchi L, Canonica GW, et al. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Percorsi di cura per la rinite allergica – ITALIA [ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Treatments for allergic rhinitis &#8211; Italy.].&nbsp;<em>Recenti Prog Med</em>. 2021;112(7):516-528. doi:10.1701/3638.36187</p>



<p>Agache I, Zemelka-Wiącek M, Shamji MH, Jutel M. Immunotherapy: State-of-the-art review of therapies and theratypes [published online ahead of print, 2022 Oct 31]. J Allergy Clin Immunol. 2022;S0091-6749(22)01374-4. doi:10.1016/j.jaci.2022.10.007</p>



<p>Durham SR, Shamji MH. Allergen immunotherapy: past, present and future [published online ahead of print, 2022 Oct 17].&nbsp;<em>Nat Rev Immunol</em>. 2022;1-12. doi:10.1038/s41577-022-00786-1</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come si diagnostica l’allergia</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/come-si-diagnostica-lallergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 13:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la diagnosi di allergia possono essere effettuati vari tipi di test. Tuttavia,&#160;è di fondamentale importanza – ai fini di una diagnosi corretta – che il percorso diagnostico venga stabilito dal medico specialista in allergologia e immunologia clinica, dal pediatra o da altro medico esperto nella diagnosi e nel trattamento delle allergie.&#160; La storia clinica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per la diagnosi di allergia possono essere effettuati vari tipi di test. Tuttavia,&nbsp;è di fondamentale importanza – ai fini di una diagnosi corretta – che il <strong>percorso diagnostico</strong> venga stabilito dal medico specialista in allergologia e immunologia clinica, dal pediatra o da altro medico esperto nella diagnosi e nel <strong>trattamento delle allergie</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>La storia clinica</strong> (anamnesi) rappresenta un momento fondamentale all’inizio del percorso diagnostico, mediante la quale il medico potrà iniziare a <strong>pianificare il successivo percorso diagnostico</strong>.<br>Se si consolida il dubbio che il paziente possa effettivamente soffrire di allergia, il medico proporrà l’<strong>effettuazione di test</strong> in grado di chiarire meglio la situazione.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://www.allergytherapeutics.it/wp-content/uploads/2022/08/Come-si-diagnostica-lallergia-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-883"/></figure>
</div>
</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Test Cutanei (test percutanei o prick test)</h2>



<p>Nel <strong>prick test</strong>, una piccola quantità di estratto allergenico viene posta <strong>sulla superficie della cute</strong> (solitamente il versante interno dell’avambraccio) e fatta penetrare nella pelle attraverso una piccola scalfittura effettuata con una lancetta sterile. Il test è rapido, sicuro e completamente indolore.<br>Se la reazione è positiva, <strong>dopo pochi minuti nella sede del test si forma un pomfo</strong> (piccolo rigonfiamento del tutto simile ad una puntura di zanzara), circondato da una zona arrossata (eritema) più o meno ampia, solitamente accompagnati da prurito. La semplice positività ad un allergene costituisce uno stato di sensibilizzazione, ma questo non significa che il paziente sia effettivamente “allergico”.<br><strong>Si parla di allergia solo se c&#8217;è corrispondenza tra la positività del test e la comparsa di sintomi specifici causati dall&#8217;esposizione a quell&#8217;allergene.</strong></p>



<p>Di conseguenza, il prick test (ma lo stesso vale per ogni tipo di test allergologico), assume significato solo in funzione della storia clinica del soggetto: in assenza di manifestazioni cliniche dopo l’esposizione ad un determinato allergene, non vi potrà essere diagnosi di allergia (verso quell’allergene) a prescindere dal risultato dei test.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Esami di laboratorio (dosaggio IgE specifiche su siero)</h2>



<p>In alcuni casi specifici, in particolare quando i test cutanei non sono affidabili o non possono essere eseguiti, l&#8217;allergene cui il paziente è sensibilizzato può essere individuato con esami di laboratorio, tramite un&#8217;<strong>analisi del sangue</strong> per la&nbsp;ricerca di anticorpi specifici per gli allergeni, definiti immunoglobuline E (IgE) specifiche.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Test di provocazione</h2>



<p>Il test di provocazione ha lo scopo di riprodurre, in circostanze controllate e solitamente in “ambiente protetto”, la reazione che si presenta al contatto tra allergene e sistema immunitario del paziente. A tal fine si pone una piccola quantità di allergene a contatto con la mucosa del paziente (ad es. sulle mucose nasali o nel sacco congiuntivale), oppure lo si fa respirare in soluzione acquosa attraverso un nebulizzatore (come aerosol) o lo si fa assumere per bocca (nel caso delle allergie alimentari).&nbsp;<strong>In questo modo si cerca di provocare una vera e propria reazione allergica: se il risultato del test è positivo è stato trovato l&#8217;allergene a cui il paziente è sensibile.</strong></p>



<p>In considerazione del potenziale rischio di reazione all’allergene, il test di provocazione può essere eseguito solo in idonee strutture da personale esperto e qualificato.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Demoly P, Liu AH, Rodriguez Del Rio P, Pedersen S, Casale TB, Price D. A Pragmatic Primary Practice Approach to Using Specific IgE in Allergy Testing in Asthma Diagnosis, Management, and Referral.&nbsp;<em>J Asthma Allergy</em>. 2022;15:1069-1080. Published 2022 Aug 16. doi:10.2147/JAA.S362588</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le cause delle allergie</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/le-cause-delle-allergie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 13:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/che-cosa-sono-gli-allergeni-copy/</guid>

					<description><![CDATA[Nei soggetti allergici, il sistema immunitario considera gli allergeni (che di per sé sarebbero assolutamente innocui) come un qualcosa di pericoloso, e quando ne viene a contatto innesca una risposta infiammatoria, con lo scopo di difendere l’organismo.La risposta allergica pertanto consiste in una risposta “inappropriata” da parte del sistema immunitario, che ha come conseguenza un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nei soggetti allergici, il sistema immunitario considera gli allergeni (che di per sé sarebbero assolutamente innocui) come un qualcosa di pericoloso, e quando ne viene a contatto <strong>innesca una risposta infiammatoria</strong>, con lo scopo di <strong>difendere l’organismo</strong>.<br>La risposta allergica pertanto consiste in una risposta “inappropriata” da parte del sistema immunitario, che ha come conseguenza un processo infiammatorio a carico dell’organo bersaglio, che nella maggior parte dei casi è l’organo dove ha avuto luogo l’incontro tra l’allergene e le cellule del sistema immunitario.</p>



<p>Questo può essere rappresentato dal <strong>naso, i bronchi, il cavo orale, l’intestino, la cute</strong>, ecc.<br>Le cause precise di questa reazione eccessiva ed inappropriata del sistema immunitario non sono ancora oggi del tutto note, ma conosciamo bene alcuni dei fattori implicati.</p>



<p>Tra questi hanno sicuramente una particolare importanza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Predisposizione genetica:&nbsp;</strong>se uno o entrambi i genitori soffrono di allergie e/o malattie atopiche, più facilmente anche i figli possono sviluppare allergie nel corso della loro vita</li>



<li><strong>Ambiente igienicamente troppo curato:</strong>&nbsp;secondo la cosiddetta “ipotesi igienica”, in ambienti di questo tipo il sistema immunitario non è sufficientemente sottoposto all&#8217;esposizione microbica che normalmente si trova nell’ambiente, e ciò può facilitare uno squilibrio del sistema immunitario rendendolo maggiormente incline allo sviluppo di allergie</li>



<li><strong>Fumo di sigaretta:&nbsp;</strong>aumenta il rischio di allergie e soprattutto di asma</li>



<li><strong>Allattamento artificiale:</strong>&nbsp;anche se i dati sono contrastanti, l’allattamento al seno sembra conferire un effetto protettivo verso lo sviluppo di allergie, mentre un allattamento di tipo artificiale costituirebbe un fattore di rischio per un successivo sviluppo di allergie</li>
</ul>



<p><br><strong>In ogni caso, l’allergia è determinata dall’interazione tra due componenti fondamentali: predisposizione genetica ed esposizione a fattori ambientali. Tra questi, sono ovviamente di fondamentale importanza gli allergeni.</strong><br><br><strong>Le malattie allergiche si manifestano in diverse forme</strong>, anche a seconda dell&#8217;età del soggetto colpito. Fra i lattanti sono più diffuse le <strong>dermatiti </strong>(dermatite atopica) e le <strong>allergie alimentari</strong>, mentre in età prescolare e scolare è più facile riscontrare la <strong>rinite allergica</strong> (causata spesso dai pollini, dagli acari della polvere o dagli allergeni degli animali domestici) o l&#8217;<strong>asma allergico</strong>, spesso concomitanti.</p>



<p>Le allergie, poi, evolvono durante il corso della vita: sia come intensità, sia come tipo di manifestazioni (ad esempio un bambino con dermatite atopica nella prima infanzia può sviluppare asma bronchiale e poi crescendo rinite). <strong>Questo tipico decorso viene definito progressione o &#8220;marcia allergica&#8221;.</strong>&nbsp;Purtroppo, oggi non è possibile riconoscere una malattia allergica prima che si manifestino i sintomi, ma con trattamenti corretti si può ridurre il rischio che la malattia evolva verso forme più gravi.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Cecchi L, Vaghi A, Bini F, Martini M, Musarra A, Bilò MB. From triggers to asthma: a narrative review on epithelium dysfunction. Eur Ann Allergy Clin Immunol. 2022;54(6):247-257. doi:10.23822/EurAnnACI.1764-1489.271</p>



<p>Deckers J, Marsland BJ, von Mutius E. Protection against allergies: Microbes, immunity, and the farming effect. Eur J Immunol. 2021;51(10):2387-2398. doi:10.1002/eji.202048938</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cosa sono gli allergeni?</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/che-cosa-sono-gli-allergeni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 13:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli allergeni sono molecole (generalmente proteine) comunemente presenti nell’ambiente, in grado di indurre una risposta del sistema immunitario nei soggetti predisposti. Questi possono essere di varia origine, possono infatti derivare da pollini, acari della polvere di casa, alimenti, veleni di insetti. Per la maggior parte delle persone, gli allergeni sono innocui e non causano alcun [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Gli allergeni sono molecole </strong>(generalmente proteine) comunemente presenti nell’ambiente, in grado di indurre una risposta del sistema immunitario nei soggetti predisposti. Questi possono essere di varia origine, possono infatti derivare da pollini, acari della polvere di casa, alimenti, veleni di insetti.</p>



<p>Per la maggior parte delle persone, gli allergeni sono innocui e non causano alcun particolare problema (fatta eccezione per il dolore e la reazione locale dopo la puntura di insetti quali api o vespe).&nbsp;</p>



<p><strong>Nei soggetti allergici, invece, il contatto di tali sostanze con l’organismo – in particolare con alcune cellule del sistema immunitario &#8211; è in grado di scatenare una reazione allergica.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il tipo e l’entità della reazione dipende da molte variabili:</p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>tipo </strong>di allergene</li>



<li>La <strong>quantità </strong>di allergene cui si è esposti</li>



<li>La <strong>via di contatto</strong>, ad esempio inalazione, ingestione, inoculazione (puntura di insetto, iniezione di un farmaco), contatto con la cute o le mucose</li>



<li>Le <strong>caratteristiche </strong>del soggetto</li>
</ul>



<p></p>



<p><strong>Il contatto fra allergene e lo specifico anticorpo IgE nel soggetto allergico provoca una reazione per cui si ha il rilascio di numerose sostanze pro-infiammatorie, tra le quali la più importante è l’istamina.</strong></p>



<p><br>Nella maggior parte dei casi, le reazioni avvengono localmente a livello della zona di contatto tra allergene e IgE specifiche, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nasale e/o bronchiale</strong> nel caso di inalazione di pollini, acari, derivati degli animali domestici o altri allergeni inalanti</li>



<li><strong>Gastrointestinale</strong> nel caso dell’ingestione</li>



<li><strong>Cutanea o mucosa</strong> in caso di contatto o inoculazione</li>
</ul>



<p></p>



<p>In alcuni casi invece, quando la reazione è particolarmente intensa, si ha un massivo <strong>rilascio di sostanze infiammatorie</strong> per cui la reazione allergica – oltre che l’organo nel quale si è avuto il contatto tra allergene e anticorpo – <strong>si estende fino ad interessare altri organi</strong> (reazione sistemica).</p>



<p>Questo è il tipo di reazione allergica più temibile in quanto, in caso di interessamento dell’apparato cardiocircolatorio o respiratorio, si possono avere reazioni che mettono in pericolo la vita.</p>



<p><strong>Polisensibilizzazione e cross-reattività</strong><strong></strong></p>



<p>Comunemente, si hanno situazioni in cui in uno stesso soggetto si ha una sensibilizzazione multipla a pollini appartenenti a famiglie diverse. Inoltre, data la similitudine di alcuni allergeni di origine diversa, è ben nota la possibilità di una reattività crociata tra gli allergeni, ad esempio tra pollini di specie diverse, oppure tra allergeni dei pollini e di alcuni alimenti vegetali. Un classico esempio è la cross-reattività betulla – mela, che spesso provoca la cosiddetta sindrome orale allergica (SOA), ovvero l’irritazione delle mucose delle labbra e della bocca, con conseguente prurito, che si manifesta all’assunzione dell’alimento.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Roberts G, Ollert M, Aalberse R, et al. A new framework for the interpretation of IgE sensitization tests.&nbsp;<em>Allergy</em>. 2016;71(11):1540-1551. doi:10.1111/all.12939</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Allergia: che cos’è?</title>
		<link>https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/allergia-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Colombini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 12:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergia ed immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Area paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allergytherapeutics.it/2022/08/19/adjuvants-in-allergy-2019-copy/</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;allergia è un’alterata ed eccessiva reazione del sistema immunitario verso molecole – gli allergeni – che di per sé sarebbero innocui. La presenza di particolari anticorpi (Immunoglobuline E o IgE) in grado di riconoscere specificamente un allergene e di legarvisi quando lo incontrano è il presupposto per lo sviluppo della reazione allergica.Alla nascita, ogni individuo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;allergia è un’alterata ed eccessiva <strong>reazione del sistema immunitario</strong> verso molecole – gli allergeni – che di per sé sarebbero innocui. La presenza di particolari anticorpi (Immunoglobuline E o IgE) in grado di riconoscere specificamente un allergene e di legarvisi quando lo incontrano è il presupposto per lo sviluppo della reazione allergica.<br>Alla nascita,<strong> ogni individuo eredita una certa predisposizione</strong> (che potrà essere più o meno elevata) a sviluppare allergie nel corso della vita. Con il passare del tempo, l’esposizione agli allergeni presenti nell’ambiente (pollini, acari della polvere, derivati degli animali, alimenti, ecc.) potrà portare all’effettivo sviluppo della sensibilizzazione allergica e quindi alle successive reazioni ogniqualvolta il soggetto sarà esposto all’allergene cui si è sensibilizzato.</p>



<p><strong>Lo sviluppo di un’allergia, quindi, dipende da due fattori: predisposizione genetica (ereditata alla nascita) ed esposizione agli allergeni.</strong>&nbsp;</p>



<p>Secondo stime prudenti, le sostanze presenti in natura e nell’ambiente in grado di innescare reazioni allergiche sarebbero oltre 20.000.<br>In Italia, le allergie colpiscono secondo alcuni studi <strong>fino al 20-30% della popolazione generale</strong>, ed una proporzione ancora maggiore di bambini.<br>Le manifestazioni cliniche posso essere molteplici; tra queste le più importanti comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rinite allergica</li>



<li>Asma bronchiale</li>



<li>Dermatite atopica</li>



<li>Dermatite allergica da contatto</li>



<li>Orticaria</li>



<li>Anafilassi e shock anafilattico</li>
</ul>



<p></p>



<p>Le allergie respiratorie (rinite, asma) sono di gran lunga le più frequenti nella popolazione.</p>



<p><strong>I test diagnostici, siano essi cutanei (prick test) o su prelievo di sangue (dosaggio IgE specifiche) si basano sulla dimostrazione della presenza di IgE specifiche per uno specifico allergene.</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia:</h2>



<p>Roberts G, Ollert M, Aalberse R, et al. A new framework for the interpretation of IgE sensitization tests.&nbsp;<em>Allergy</em>. 2016;71(11):1540-1551. doi:10.1111/all.12939</p>
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