Le malattie allergiche e gli stati di atopia rappresentano un grande fardello per la popolazione ed i sistemi sanitari a livello mondiale. Negli infanti la prevalenza di malattie allergiche risulta essere direttamente correlata allo stato allergico dei propri genitori e parenti. In particolare solo approssimativamente il 10% dei bambini nati da genitori non allergici risulta essere a rischio di sviluppo di malattie allergiche contro il 20-30% di quelli che nascono da genitori, o con fratelli e sorelle, con una storia pregressa di atopia.

Negli ultimi anni ha destato sempre più interesse nella comunità scientifica il ruolo della microflora intestinale e l’influenza che essa esercita nella origine e sviluppo delle malattie allergiche, e di come possa modulare le risposte infiammatorie ed immunologiche sistemiche.

Dalle osservazioni maturate in questo ambito è stato quindi ipotizzato che una microflora intestinale alterata possa essere correlata con l’incremento dell’incidenza di malattie allergiche e atopie che si registrano oggi giorno.

I probiotici sono microrganismi vivi che quando somministrati in quantità adeguate possono conferire un beneficio salutistico al consumatore. Tra i meccanismi salutistici proposti i probiotici agiscono come adiuvanti immunomodulatori delle risposte allergiche favorendo la modulazione della fagocitosi e la produzione di citochine pro-infiammatorie.

Nelle recenti linea guida della World Allergy Organization (WAO) viene consigliato l’uso di probiotici durante la gravidanza e lattazione poiché conferiscono un beneficio nella riduzione del rischio di insorgenza dell’eczema nel bambino ad alto rischio allergico. (Fiocchi et al. 2015)

La presenza di genitori e/o fratelli e sorelle, affetti da riniti, asma, eczema o allergie alimentari sono considerati fattori di rischio allergico per il nascituro. Un alto rischio è definito come la presenza/una storia di rinite allergica, asma eczema, o allergia alimentare in un genitore biologico o in un fratello.

Il fatto che le risposte allergiche si manifestino precocemente nel corso della vita e che il microbioma intestinale possa modulare le risposte infiammatorie e allergiche sistemiche, e dunque lo sviluppo della sensibilizzazione e dell’allergia, ha alimentato un vasto interesse per l’utilizzo dei probiotici non solo nella terapia delle malattie allergiche, ma anche nella loro prevenzione primaria.

Un panel internazionale di esperti riunito per conto della World Allergy Organization (WAO), costituito da medici operanti in varie aree della medicina e da rappresentati del pubblico laico, ha recentemente pubblicato linee guida (Fiocchi et al., 2015) rivolte a medici di medicina generale, pediatri, allergologi, immunologi, pneumologi e dermatologi, sull’uso dei probiotici per la prevenzione primaria delle malattie allergiche. Sulla base dei dati disponibili, pur considerati i limiti che vi si possono ravvisare, e giudicando che il rischio di effetti avversi conseguenti all’assunzione di probiotici sia basso, il panel della WAO: • suggerisce l’uso dei probiotici in gravidanza per le donne i cui figli avranno un alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema. • suggerisce l’uso dei probiotici durante l’allattamento di lattanti ad alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema. • suggerisce l’uso dei probiotici nei lattanti ad alto rischio di sviluppare allergie, perché ‒ considerati tutti gli aspetti d’interesse ‒ essi conferiscono un beneficio netto, derivante in primo luogo dalla prevenzione dell’eczema.

Quanto suggerito dal panel WAO deriva dunque dalla valutazione che, considerati tutti gli aspetti d’interesse, la prevenzione primaria dell’eczema conferisca un netto beneficio.

Le posizioni del panel WAO hanno la valenza di raccomandazioni “condizionali”, che il clinico recepirà criticamente, aiutando il paziente a decidere sull’opportunità di assumere probiotici.

È bene ricordare che la posizione del panel WAO riguarda donne sane e non è generalizzabile a donne con compromissione del sistema immunitario. Essa riguarda altresì lattanti sani ed è esclusivamente intesa alla prevenzione delle allergie.