L’ITS, anche definita immunoterapia allergene-specifica o più semplicemente “vaccino antiallergico”, è l’unico trattamento che può veramente portare alla remissione/guarigione dell’allergia. I farmaci sintomatici (antistaminici e cortisonici, primi fra tutti, per ogni via d’assunzione) agiscono unicamente sui sintomi con un beneficio momentaneo, tanto che il soggetto – al successivo incontro con l’allergene – ripresenterà la medesima sintomatologia e dovrà nuovamente ricorrere alle terapie farmacologiche.

L’ITS, al contrario, determina una sorta di “desensibilizzazione”. Ciò significa che “istruisce” il sistema immunitario del soggetto allergico a tollerare nuovamente l’allergene verso cui si era sensibilizzato. A comportarsi – cioè – verso quello specifico allergene come si comporterebbe il sistema immunitario di un soggetto non allergico.

Per la sua efficacia, l’OMS riconosce l’immunoterapia specifica da oltre 20 anni. Il termine “vaccino” spesso utilizzato deriva dal fatto che l’ITS ha un effetto che perdura anche dopo il termine del ciclo di trattamento. In questo – ma solo in questo – i “vaccini” contro le allergie ricordano le vaccinazioni profilattiche verso le malattie infettive (come ad esempio l’influenza o la vaccinazione anti-MPR). Va sottolineato, infatti, che l’ITS è costituita essenzialmente da un estratto dell’allergene prescelto per la terapia. Si andrà quindi a somministrare al soggetto allergico una quantità progressivamente crescente dell’allergene, in modo da determinare la desensibilizzazione.

Le vie principali di somministrazione per l’immunoterapia specifica sono due: sublinguale e sottocutanea.

ITS Sublinguale (SLIT)

Nella sublingual immunotherapy (SLIT), l’allergene viene trattenuto per un breve periodo (1-2 minuti) sotto la lingua e poi deglutito. Se con tale trattamento (di solito quotidiano) si evitano le iniezioni, per contro, per essere efficace, il paziente deve ricordarsi di assumere il vaccino tutti i giorni e questo richiede l'aderenza del paziente alla terapia.
La SLIT è ottimamente tollerata e pertanto, dopo un iniziale trattamento in ambulatorio, può essere continuata a casa. Questo tipo di terapia rappresenta una valida opzione per i pazienti che hanno paura delle iniezioni, per i bambini e per le persone che, a causa del lavoro o delle condizioni di vita, hanno difficoltà ad effettuare regolarmente l'iniezione presso l’ambulatorio del medico.

ITS Sottocutanea (SCIT)

Nella subcutaneous immunotherapy (SCIT), gli allergeni vengono iniettati nel tessuto sottocute (solitamente a livello del braccio) ogni 7-14 giorni in dosi crescenti fino al raggiungimento della dose massima tollerata, che può variare a seconda del preparato e della sensibilità del paziente stesso. Con i preparati iniettabili tradizionali, il paziente deve recarsi mensilmente dal medico per l’iniezione, mentre con alcune immunoterapie più recenti sono sufficienti poche iniezioni (ad es. 4 somministrazioni annuali pre-stagionali) per ottenere un miglioramento dei disturbi in oltre il 90% dei pazienti, a fronte di un elevato profilo di sicurezza e adesione alla terapia.
Questi schemi terapeutici ottimizzati dal punto di vista temporale sono resi possibili, tra l’altro, dall’utilizzo di allergoidi (allergeni modificati e ottimizzati nella struttura) e di adiuvanti, sostanze che migliorano l’efficacia dell'immunoterapia. In modo particolare questi ultimi garantiscono un’elevata efficacia della terapia con massima comodità d’uso per medico e paziente.

Nelle allergie al polline, la terapia è tipicamente prestagionale, va eseguita cioè prima dell’inizio della stagione pollinica: per i pollini degli alberi nel periodo fra agosto e dicembre e per il polline delle graminacee fra ottobre e marzo. L'immunoterapia specifica sia sublinguale, sia sottocutanea, raramente provoca effetti collaterali, come ad esempio lievi sintomi dovuti a reazioni locali nel sito di somministrazione (ad es. prurito nel punto di iniezione, formicolio in bocca). In tal caso lo specialista consiglierà eventuali aggiustamenti della dose da somministrare.

Sia nel caso della SLIT che della SCIT, il ciclo di trattamento solitamente dura dai 3 ai 5 anni complessivi, che sono necessari affinché il beneficio clinico ottenuto possa mantenersi anche dopo la sospensione del trattamento.